domenica 24 maggio 2009

Soluzioni alla crisi parte I

Questo è uno dei tanti post che infilerò come un ago sottocutaneo impertinente, senza preavviso a coloro che non hanno ritegno della capacità umana.
Come prima soluzione pensata ci sarebbe ABBASSARE IL COSTO DEL LAVORO!
Ad ogni dipendente uno stipendio costa: stipendio+tasse pari allo stipendio + 32% (in media)
Se la menano tanto con la solidarietà tra dipendenti perchè non è lo stato in primis ad attuarlo?? Comodi nei loro sporchi privilegi inopportuni. Iniziate a farlo anche voi stato ignobile. Riducete il costo del lavoro che a noi non ci garba più pagare le vostre cazzate. Se non ci fosse da pagare così tanto le ditte non dovrebbero più licenziare o sbaglio?
Chi è in grado di darmi delucidazioni o controbattere ben venga....

La pubblicità è l'anima di..... chitemmuorto!

Quando l'intellettualità si sposa con il cattivo gusto, il tutto affogato in un mare di ipocrisia e controsenso, abbiamo la pubblicità più becera.
Non so se avete mai fatto caso a quella stupidissima pubblicità che mette in risalto le problematiche dei bambini africani. La scena è un bambino africano (molto piccolo) lasciato in uno spazio piuttosto ampio, solo, piangente e nudo.
Intorno il vuoto (se mettiamo insieme anche le teste degli operatori o di chi ha inventato questa ignobile pubblicità).
Il bambino arranca.... cerca piangendo.. il tutto davanti agli sguardi degli operatori che girano lo spot..
Ora.. capisco che la vostra genialità vi porta a non avere un briciolo di decenza. Capisco anche che non avete quella certa sensibilità per capire che mettere un bambino piccolo nudo piangente a inciampare in uno spazio vuoto per dire che i bambini africani se la passano male. Ma dovevate proprio farne stare male ulteriormente uno in più?
Per una buona ragione???
Oh carfi i miei deficenti! Sarò anormale io ma NON esiste un motivo valido per "torturare" un bambino così e farlo piangere... Già se la passa male, voi arrivate e gli date un ulteriore sofferenza???
Sareste da denunciare! Anzi pubblicamente io vi denuncio per ignoranza abissale, per stupidità cosmica, per cretinaggine ereditaria e vi bandisco in maniera totale da qualsiasi volontà di fare!
Andate a cercar di far ridere quel bambino... e in fretta.

martedì 11 marzo 2008

Spaccianeve e i Sette Nasi

Spaccianeve viveva ai margini del bosco fatato,
un monolocale fuori equo-canone semi arredato,
e si guadagnava da vivere non vendendo rose,
bensì campava smerciando la dose.
Con lei abitavano i sette Nasi contenti
che poi erano i suoi migliori clienti:
c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo,
e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo,
si alzavan di mattina a un'ora molto presta
e prendevano la pista attraverso la foresta,
era una pista lunga e polverosa
che conduceva a una radura erbosa,
dove i Nasi lavoravano tutta la settimana
coltivando papaveri e canapa indiana.
"Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff),
andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar,
e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff),
vogliamo respirar la polverina che ci darà la felicità!"
Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione
e suggeriva moderazione:
"Portate pazienza miei giovani amici,
mettete un freno alle vostre narici,
soltanto se i raccolti saranno buoni
verranno soddisfatte le vostre aspirazioni"
Intanto la malvagia Regina
nel suo superattico con piscina
stava armeggiando senza fretta
con uno specchio e una lametta,
ah, no, scusate, mi son sbagliato,
con uno specchio sì, ma fatato.
"Specchio, specchio delle mie brame
chi ha la roba più buona del reame?"
"Regina, una volta l'avevi tu,
ma ora Spaccianeve ne ha più buona e molta di più!"
"Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi?
Dimmi dov'è, sicché io possa vendicarmi!"
"AI bordi del bosco valla a cercare
e questo strano frutto in regalo le dovrai portare."
Così la Regina partì un bel mattino
sotto mentite spoglie di un pusher marocchino
e giunse poco dopo alla casina
portando in tasca una siringa piena di stricnina.
"Benvenuto amico mio, posso darti una mano?"
disse Spaccianeve quando vide l'Africano,
gradisci un chilom, un trip, un caffè con la panna?"
aggiunse poi, rollandosi una canna.
"Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido
e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido!
Gosa ne digi di farmi endrare
gosì questa bella bera gi bossiamo sbarare?"
Spaccianeve accettò volentieri la proposta,
senza neanche immaginare la malvagità nascosta,
ma poco dopo cadde riversa sulla schiena
con l'ago ancora piantato nella vena.
Ora la Regina, tornata normale,
quella sventurata si mise a sbeffegiare:
"Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio,
ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio!
Vedi cosa succede alle persone golose?
Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!"
Immaginate voi lo strazio e la disperazione
che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione,
il primo di essi aprendo la porta
la vide distesa che sembrava morta:
"Oh, Spaccianeve, dicci chi è stata
chi ti ha venduto roba tagliata!
Come faremo noi la mattina
senza la magica polverina?"
E rimasero a fissare quel corpo inerte
che aveva le gambe tutte scoperte:
"Certo però che è proprio carina!"
sussurrò Sniffolo con la sua vocina,
rispose Rollo "Che vuoi che ti dica,
è sempre stata un gran pezzo di fica,
ma adesso che è in coma non sente niente,
potremmo farcela tranquillamente!"
Così si disposero in fila indiana
davanti all'ingresso di quella tana,
entrando a turno per pochi minuti,
finché tutti quanti non furon venuti.,
quindi riposero quel corpo giallo
dentro una bara di puro cristallo
e dopo un viaggio di pochi minuti
la scaricarono in mezzo ai rifiuti.
Da quel dì vissero nella disperazione
trascurando persino la piantagione,
e diedero fondo con ritmi indecenti
alle riserve di stupefacenti.
Era da tempo finita la scorta
quando qualcuno bussò alla porta,
e di chi era quel tocco lieve?
Ma che domande, di Spaccianeve!
L'accolsero tutti con entusiasmo,
addirittura quasi sfiorando l'orgasmo,
quindi le chiesero come si chiamava
quel tipo strano che l'accompagnava.
"Cari Nasetti, prestate attenzione,
è a lui che devo la resurrezione,
è dolce come il miele, tenero come il burro
ed il suo nome è Principe Buzzurro!"
Costui era un tipo un casino alternativo,
capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo,
i jeans unti e strappati, portava un grosso anello,
gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello,
e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione
lui rispose così, grattandosi il panzone:
"A nasè, cioè, io stavo a rovistà n'a monnezza
quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza,
stava ferma, distesa, tutta sbracata,
e che dovevo , io m'a chiavata!"
"E lei - chiesero stupiti i Nasi - si è svegliata?"
"No, però la voja mica m'era passata,
e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro,
aho, io l'ho ggirata, m'a so' fatta pure dietro!"
"Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si è risvegliata?"
"Manco pe' gnente, però la voja io me l'era levata.
Me ne stavo a annà, abbonandome i carzoni
quando questa caccia n'urlo - mi cojoni!
'A moré - me dice - pe' tutta 'sta trafila
vedi un po' de calà na bbella centomila!"
E siccome che 'sta cifra nu je la potevo dà
m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!"
E da quel giorno vissero ai margini del bosco
Spaccianeve, i sette Nasi, con in più quel tipo losco,
ripresero a coltivare, e tutto andava bene
anche perché avevano le narici sempre piene,
mentre invece la Regina, travolta dall'egoismo
si era data addirittura all'alcoolismo.
"Tutto è bene ciò che ti fa star bene", dice il saggio
e a volte ne basta appena un assaggio.
Ma... lunga la pista, stretta la via,
occhio che arriva la Polizia!!

(from viagrarecords.com)

domenica 9 marzo 2008

Diritto di Replica

E' importante poter esprimere la propria opinione.
Importante almeno quanto commettere atti che vanno aldilà della follia per imporsi! Ecco perché il postino ha ragione.

Era furioso per non avervi trovato denaro contante

LONDRA, 26 mag - Furioso per non aver trovato denaro nella lettera che aveva indelicatamente aperto, ma che non gli era indirizzata, un vendicativo postino inglese si è preso la rivincita: ha aggiunto qualche insulto alla missiva prima di farla pervenire al legittimo destinatario. «Caro cliente - si poteva leggere sul messaggio aggiunto alla missiva dall'impiegato della Royal Mail e indirizzato a una coppia di settantenni - abbiamo dovuto aprire questa lettera per verificare se conteneva contanti o carte di credito, purtroppo non c'era niente. Potete dunque recuperare la vostra lettera di merda. La prossima volta, assicuratevi che ci siano dei soldi!! Con amicizia. Royal Mail».

Scandalizzati dal tenore del messaggio che oltretutto è pervenuto dopo una mese di ritardo, William Kill, 72 anni e sua moglie Grace, 69 anni, sono stati contattati dalla posta britannica che ha inviato una lettera di scuse accompagnata da un mazzo di fiori. Sull'intera vicenda è stata aperta un'inchiesta.

venerdì 8 febbraio 2008

Sofismi sott'olio

Durante certi tempi, la necessità di esser assurdi diventa quasi una droga che provoca dipendenza, la giusta maniera per disintossicarsi è rendersi conto di esser presenti, vivi, coscienti... penso che sempre più spesso ci dimentichiamo di esistere, sopportiamo sperando di essere spettatori non visti. Quante volte riusciamo ad accorgersi dell'esistenza dell'io? Quando viene ferito, viene messo in discussione.. a volte anche durante una cena con amici ce ne accorgiamo troppo tardi (di solito quando arriva il conto).
Queste filosofiche polluzioni sono un ritratto di signora con cane, un dipinto inventato al momento degno di una galleria d'arte polacca di periferia. Non che abbia nulla contro la Polonia ma era giusto per dimenticarsi il senso dell'articolo.
Ho deciso che domani mi sveglierò e mi vestirò da terrorista brianzolo. Uscirò di casa e sequestrerò un suv, ne prenderò le misure rubandolo ad una signora con grossi complessi di inferiorità assortiti, per quel giorno ne farà a meno ritornando ad aver coscienza di se stessa e misurandosi con le maniglie delle porte.
Una volta sul carro di fuoco, marcerò sulla strada fiero e possente, nasconderò le mie miserie nel cruscotto capiente e dimenticherò il codice della strada.
Sarebbe bello no?
Ci son cose, tradizioni.. mi domando da dove possano scaturire: donne con problemi di altezza (e di carattere evidentemente) sopra jeep e trattori in città.. dove per trovar parcheggio in centro devi minare due settimane prima. Che diavolo le porta ad usare questi mostri per far due chilometri e prendere il pane?!?!?
Un altra tradizione è la somiglianza uomo-cane, non intendo dire che tante volte gli umani sono dei cani (è ovvio!), ma vediamo in giro certi personaggi con il cane che è esattamente identico a loro!
Altra leggenda metropolitana... il mondo è fatto da bellissime donne! Neppure una brutta....
Questa frase viene detta all'incirca dopo 20-30 birre.... Peccato che l'affermazione sia valida solo fino al mattino dopo.. o al passare dell'ubriacatura!
A breve sui vostri monitor piatti un inchiesta sul variegato e manomesso mondo dell'assurdo

lunedì 14 gennaio 2008

Omicidio forse evitato

E' possibile la "mala sanità" certo, la possiamo anche tollerare, ma possiamo tollerare chi giura a Ippocrate dei valori e poi si erge a giudice del malato senza umanità commettendo gravi errori risultanti in conseguenze al limite dell'omicidio?
E' questa la domanda da porsi, che l'ospedale sia sporco, importa fino a un certo punto per chi è ammalato e vuole guarire, per i familiari che sperano nella guarigione, la realtà viene soppiantata dalla disperazione che qualsiasi malattia incute.. la mietitrice è ancora al primo posto come "mala sanità".
Il caso è quasi irreale, con sfumature quasi giullaresche. Uno straniero, inteso come estraneo di nascita al suolo italiano, lavoratore, sposato, un idea quasi incerta del futuro, ma sicuramente diversa da quella attuale. Un infortunio sul lavoro, causato da distrazione di altri, interventi di urgenza al vicino ospedale, due mesi di inferno e qualcosa come 74 radiografie (è risaputo che la tendenza è al ridurre al necessario gli esami radiologici... ma se son necessari). Un calvario non diagnosticato, sacca colostomia e punture per evitare trombosi.
Questa è la vita "tipo" reale, attuale.
Senza far nomi una persona di notevole umanità, importanza e capacità, indica una riabilitazione e una lunga degenza in altra struttura, ma ecco che dopo qualche giorno, una domenica, arriva il sostituto del primario e torcendo la gamba alzata del degente ordina che "entro sera se ne vada, poiché il letto serve per chi sta veramente male". Sorride torcendo, quasi una sadica vena di indifferenza contornato dalle parole: "vede che sta bene?".
Lo si dimette, ma l'ironia vuole che il paziente stia talmente "bene" che necessita del trasporto con autoambulanza poiché non si può fare altrimenti vista la gravità, (qui ho iniziato a perdere la mia capacità di capire).
Il trasporto avviene a spese dei familiari e dimettono il paziente consigliando terapia domiciliare, senza dare incartamento delle analisi e del calvario affrontato, senza dare consigli alcuni, praticamente mettendo in casa un malato grave a rischio e pericolo dei familiari che, ovviamente hanno perso la loro laurea di medicina applicata.
Familiari disperati, ignoranti nel da farsi, cercano sacchetti da 80 euro in una domenica, con le difficoltà immaginabili.
La situazione è grave, il paziente è stabilmente grave, i familiari decidono di chiedere parere ad un medico locale, esito: "e' da ricoverare subito! Che assurdità dimettere una persona in tali condizioni?".
Viene ricoverato e vista la mancanza di analisi e quant'altro devono ricominciare da capo... altro calvario.
La Famiglia ora è nervosa, non se la sente di esser presa in giro, trattandosi della vita di una persona cara, è preoccupata per il folle che lo ha dimesso, chiama l'ospedale e le risposte sono: -Non ne sapevo nulla- (primario) -strano lo abbiano dimesso in quelle condizioni- (persona autorevole).
Le intenzioni sono di denuncia, di spiegazioni dovute.. di non abbassare la testa per questo caso di assurda follia che poteva risultare nel peggioramento (ancora non si sa) o nella morte del paziente.
Si chiede giustizia qui non risarcimenti, che un folle del genere che ha prestato giuramento a mengele e non a Ippocrate rimanga a gestire le vite altrui.
Che non passi inosservato l'accaduto, che si prendano le dovute azioni, per assicurare che certa gente non tenti di uccidere ancora...
La Famiglia del paziente vuole che tra i tanti casi di omicidio che avvengono, un caso che si lotta ancora per salvare una vita da un errore inumano di chi doveva essere luminare sia un piccolo ergersi di fronte al silenzio di tanti e vi sia Giustizia.
*Per chi ha somiglianze: iacona.giuseppe@gmail.com

venerdì 11 gennaio 2008

Pensieri.. detti da Altri!

  1. Come risolvere il problema di far parte di un mondo stupido....
    "
    Per favore accettate le mie dimissioni: non voglio far parte di un club che persiste a volermi accettare come membro" (G. Marx)
  2. Osservando l'essere umano...
    "
    È lecito chiedersi come Caino e Abele abbiano potuto generare l'umanità." (G. Covatta)
  3. Dire ciò che è vero anche se non piace....
    "
    È meglio fare e pentire che starsi e pentirsi" (Boccaccio)
  4. Va tutto male? Veramente?
    "
    La vita è una tragedia in primo piano, ma una commedia in campo lungo" (C. Chaplin)