lunedì 14 gennaio 2008

Omicidio forse evitato

E' possibile la "mala sanità" certo, la possiamo anche tollerare, ma possiamo tollerare chi giura a Ippocrate dei valori e poi si erge a giudice del malato senza umanità commettendo gravi errori risultanti in conseguenze al limite dell'omicidio?
E' questa la domanda da porsi, che l'ospedale sia sporco, importa fino a un certo punto per chi è ammalato e vuole guarire, per i familiari che sperano nella guarigione, la realtà viene soppiantata dalla disperazione che qualsiasi malattia incute.. la mietitrice è ancora al primo posto come "mala sanità".
Il caso è quasi irreale, con sfumature quasi giullaresche. Uno straniero, inteso come estraneo di nascita al suolo italiano, lavoratore, sposato, un idea quasi incerta del futuro, ma sicuramente diversa da quella attuale. Un infortunio sul lavoro, causato da distrazione di altri, interventi di urgenza al vicino ospedale, due mesi di inferno e qualcosa come 74 radiografie (è risaputo che la tendenza è al ridurre al necessario gli esami radiologici... ma se son necessari). Un calvario non diagnosticato, sacca colostomia e punture per evitare trombosi.
Questa è la vita "tipo" reale, attuale.
Senza far nomi una persona di notevole umanità, importanza e capacità, indica una riabilitazione e una lunga degenza in altra struttura, ma ecco che dopo qualche giorno, una domenica, arriva il sostituto del primario e torcendo la gamba alzata del degente ordina che "entro sera se ne vada, poiché il letto serve per chi sta veramente male". Sorride torcendo, quasi una sadica vena di indifferenza contornato dalle parole: "vede che sta bene?".
Lo si dimette, ma l'ironia vuole che il paziente stia talmente "bene" che necessita del trasporto con autoambulanza poiché non si può fare altrimenti vista la gravità, (qui ho iniziato a perdere la mia capacità di capire).
Il trasporto avviene a spese dei familiari e dimettono il paziente consigliando terapia domiciliare, senza dare incartamento delle analisi e del calvario affrontato, senza dare consigli alcuni, praticamente mettendo in casa un malato grave a rischio e pericolo dei familiari che, ovviamente hanno perso la loro laurea di medicina applicata.
Familiari disperati, ignoranti nel da farsi, cercano sacchetti da 80 euro in una domenica, con le difficoltà immaginabili.
La situazione è grave, il paziente è stabilmente grave, i familiari decidono di chiedere parere ad un medico locale, esito: "e' da ricoverare subito! Che assurdità dimettere una persona in tali condizioni?".
Viene ricoverato e vista la mancanza di analisi e quant'altro devono ricominciare da capo... altro calvario.
La Famiglia ora è nervosa, non se la sente di esser presa in giro, trattandosi della vita di una persona cara, è preoccupata per il folle che lo ha dimesso, chiama l'ospedale e le risposte sono: -Non ne sapevo nulla- (primario) -strano lo abbiano dimesso in quelle condizioni- (persona autorevole).
Le intenzioni sono di denuncia, di spiegazioni dovute.. di non abbassare la testa per questo caso di assurda follia che poteva risultare nel peggioramento (ancora non si sa) o nella morte del paziente.
Si chiede giustizia qui non risarcimenti, che un folle del genere che ha prestato giuramento a mengele e non a Ippocrate rimanga a gestire le vite altrui.
Che non passi inosservato l'accaduto, che si prendano le dovute azioni, per assicurare che certa gente non tenti di uccidere ancora...
La Famiglia del paziente vuole che tra i tanti casi di omicidio che avvengono, un caso che si lotta ancora per salvare una vita da un errore inumano di chi doveva essere luminare sia un piccolo ergersi di fronte al silenzio di tanti e vi sia Giustizia.
*Per chi ha somiglianze: iacona.giuseppe@gmail.com

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